l'affanno
sono cerchi, colonne di cerchi.
sono le traiettorie di un paio d'ali forse inutili adesso che piove. ali di poche ore che non sanno del sole, troppo poco per capire di poterne sperare. metri a decine in curva continua, tra sassate che arrivano dall'alto che non sanno di dover evitare. tanti minuti in fila a sbattere contro un muro sul quale non sanno di volersi posare. ali continuano a salire, a scendere, scendere e salire a sbattere e bagnarsi a tornare sul posto dove son già state, nel posto dove già è successo nulla e di cui nulla potrebbero ricordare.
ali, tali solo per la fatica di saper volare.
per la prima volta, ben distinto, ho sentito questa sera il rumore del tempo. il ticchettìo del mio orologio sul comodino era evidente nonostante la pila fosse più scarica di ieri. per ascoltarlo ho posato il libro sul lenzuolo e ho interrotto per un attimo il respiro. ho preso la matita per fissarlo sulle righe del quaderno, ma il baccano di grafite trascinata lo ha coperto tanto che, per sentire ancora, ho dovuto smettere di scriverlo.
[1.2]